La Top Ten delle canzoni degli Status Quo

Di Paul Rigg

Gli Status Quo hanno così tante grandi canzoni che sceglierne solo 10 è un’impresa molto complicata. 

È famoso il loro stile rock a tre accordi e a testa a testa bassa, ma in verità hanno avuto un enorme successo anche con pezzi psichedelici come Pictures of Matchstick Men e canzoni più soul come In the Army Now.
 

La Fender Telecaster bianca di Rick Parfitt e le la verde di Francis Rossi sono quasi altrettanto famose che i lunghi capelli biondi di uno e la coda di cavallo dell’altro. Rossi pagò 75 sterline per la sua chitarra nel 1968 e finalmente si separò da lei in un'asta, 50 anni dopo, per la somma di 118.813 sterline. Niente male per una chitarra che, diceva, aveva sempre avuto problemi di accordatura e che "non funzionava più". Quando la comprò, commentò così gli interventi realizzati: "L'ho levigata e dipinta di verde Ronseal. I puristi non sopportano il fatto che abbia pickup, ponte, tasti, chiavette e manico diverso. L'unica cosa originale è il corpo, ma anche a quello tolsi la pittura!”
  

  

Ecco dieci delle più grandi canzoni di Quo:  

Pictures of Matchstick Men (1968)
  

La seconda canzone che abbia mai composto un Rossi adolescente, è un brano psichedelico che raggiunse il numero 7 nel Regno Unito e il 12 nella Billboard Chart degli Stati Uniti. Come molte delle canzoni dei Quo, aveva più di una variante, ma la versione originale in mono, conteneva un accattivante suono di chitarra wah wah tra una strofa e l’altra.
 

Rossi, ispirato dai quadri di L.S. Lowry, dice di aver scritto il testo poco dopo aver deciso di aver sposato la donna sbagliata: "Quando finirà quest’ossessione... Mi fai piangere, tu menti" scrisse, come ciliegina sulla torta per la sua futura ex-moglie.
 

Come spiegò in un'intervista: "L’ho scritta sul cesso. Ci ero andato, non per i soliti motivi...ma per allontanarmi da mia moglie e mia suocera. Mi chiudevo in questo stretto gabinetto gelato e stavo lì seduto per ore, finché alla fine non uscivano. Lì ho scritto i tre quarti della canzone. Il resto l'ho finito nel salone".
  

  

Caroline (1973)
  

Caroline
, che anche in questo caso aveva due versioni, ha rappresentato un grande passo avanti per i Quo e divenne un'apertura standard dei loro spettacoli. Come scrisse Melody Maker all'epoca: "Gli Status Quo hanno finalmente raggiunto il successo con il loro stile crudo di rock and roll".
 

Scritta in collaborazione con Rossi e l’armonicista e roadie Bob Young, la canzone fu composta nel luogo in cui si trovavano in Cornovaglia. Come ricorda Young: "Abbiamo soggiornato in un hotel proprio grottesco perché era tutto ciò che potevamo permetterci e abbiamo continuato a scrivere la canzone lì - nella sala da pranzo in un giorno di pioggia, quando non potevamo portare i bambini da nessuna parte e tutti erano infelici. Il direttore dell'hotel non rimase impressionato dal fatto che due membri degli Status Quo soggiornassero nell'hotel. Era ancora meno impressionato quando mi sono appoggiato alla finestra della sala da pranzo e l’ho attraversata. Ma sono riuscito a finire il testo - su un tovagliolo".  
 

Rossi aggiunge qualche dettaglio alla storia di Young, su com’è nato il titolo della canzone... "Bob [Young] conosceva una Caroline, di cui non devo parlare".
 

Più tardi Rossi spiegò che Parfitt aggiunse l'introduzione originale: "Lui ha inventato il riff durante una prova e io ci suonavo su. Questo succede sempre tra noi, è come una conversazione tra chitarre. L'abbiamo registrata seduti in un semicerchio, facendo una ripresa dopo l'altra, pensando che alla fine ci saremmo riusciti, si trattava di catturare qualcosa".
  

  

Paper Plane (1972)
 

Paper Plane
, scritta sempre da Rossi e Young, è tratta dall'album Piledriver, e raggiunse il numero 8 delle classifiche inglesi.
 

Il boogie a 12 battute divenne la base di molte canzoni di Quo. Spiegava Rossi: "Per me la miglior battuta è sempre stata la linea:’ tutti commettiamo degli errori, perdonami'". Era evidente, "Sì!", disse, schiaffeggiando l'aria. "Da lì in poi la canzone filò liscia".
 

Nel frattempo il DJ britannico John Peel presentò la canzone ai suoi ascoltatori dicendo: "Ora sentite questa, ragazzi, è un vero gioiello. Se non è un singolo da primo posto, allora meritate tutti di essere frustati".
  

  

Roll Over Lay Down (1973)
 

Roll Over Lay Down
fu il lato A di un EP, Quo Live, che uscì per celebrare il tredicesimo anniversario degli Status Quo. All'epoca si pensava che l'uscita di un EP fosse un suicidio commerciale, ma fu il primo EP a raggiungere la top ten del Regno Unito.
 

La canzone è insolita anche per il numero di co-autori coinvolti: Coghlan (batterista dei Quo dal 1963-1981; 2013-2014), Lancaster (bassista dei Quo 1962-1985; 2013-2014), Parfitt, Rossi e Young. Come Rossi spiegò più tardi "Tutti pensavamo di averla scritta!
  

  

Down Down (1975) 
  

Rossi e Young si unirono ancora una volta per scrivere Down Down, che fu l'unico singolo degli Status Quo che arrivò al numero uno nel Regno Unito. Anche in questo caso ci sono due varianti, con la versione dell’album On The Level che è quasi due minuti più lunga del singolo.
 

E ancora una volta Rossi attinse alla sua più intima relazione per ispirazione lirica quando scrive: "Voglio che tutto il mondo veda, che ti veda ridere e che tu rida di me". Come disse lui: "Nella mia mente stavo parlando con la mia ex moglie...".
 

Secondo i "soundfacts" l'introduzione di Matchstick Men si usò come base per la melodia dei versi di Down Down. Rossi dice che dopo averla scritta si rese conto che "l'aveva rubata dalla sua stessa canzone".
 

Rossi iniziò a scrivere la melodia mentre si trovava a Los Angeles per un tour negli Stati Uniti. "Il resto della band era fuori a ‘esercitare le matite’ (come dice lui)”, ma lui si accontentava di stare in camera sua. "Mi è venuta l'idea per l'introduzione di 'Down, Down' e di tutta la melodia", ha detto. “Bob Young era fuori e quando tornò gli dissi: ‘Senti questa, mi piace come suona’”.
  

  

Mystery song (1976)
  

Mystery Song
, tratta dall'album Blue For You, ha un testo mite per gli standard odierni, ma all'epoca era controverso, in quanto parlava di una prostituta. Questo critico ricorda i suoi genitori scandalizzati dalla battuta: "Si vedono le ST, e mi hai eccitato" - ma le iniziali stavano semplicemente per ‘Stocking Tops’ (autoreggenti). Niente a che vedere con Drips di Eminem...
 

Si dice che Rossi abbia scritto Mystery Song una sera mentre era seduto sul pavimento di uno studio di registrazione, dopo aver fatto cadere un po' di speed nel suo tè. Questo dettaglio non può essere confermato, ma come si dice nel film 24 Hour Party People, "se puoi scegliere tra una buona storia di rock n' roll e i fatti, stampa la storia".  
  

  

Rockin’ all Over the World (1977)
  

Rockin' All Over the World
l’ha scritta John Fogerty, dei Creedence Clearwater Revival, e uscì nel 1975. La versione più ‘hevay’ dei Quo è stata pubblicata nel 1977, arrivando al numero 3 nelle classifiche del Regno Unito, e divenne famosa in tutto il mondo quando i Quo aprirono l'intero concerto del Live Aid con la canzone.
    

Arrivò in cima alle classifiche anche in Irlanda, ed è forse uno dei motivi per cui i tifosi della nazionale di calcio dell'Irlanda del Nord cantano spesso la loro versione della canzone - "Drinkin' All Over the World" - quando la loro squadra gioca in trasferta.
 

Un altro aneddoto riguarda il bassista dei Quo, Alan Lancaster, che si rifiutò di assistere alla registrazione del video della canzone; così la band usò un manichino con un basso. 

"...
E mi piace, mi piace, mi piace, mi piace, mi piace..."
  

   

Whatever you Want (1979)
   

What you Want
, scritta da Rick Parfitt e Andy Bown, è tratta dall'omonimo album e raggiunse la quarta posizione nelle classifiche britanniche.
 

Secondo quanto riferito, la scrissero in gran parte da ubriachi, Bown ha poi portato la canzone in un'altra parte della casa per dargli il "tocco Quo", togliendo alcuni accordi, lasciandone solo due durante la strofa. Tornò giù e disse: "Penso di avercela fatta!”
 

Rossi e Parfitt usarono effetti fuzz con le loro chitarre, e la canzone a volte ha tre chitarre. Nonostante il grande successo del brano, però, Rossi disse di non essere mai stato molto contento del suo assolo di chitarra.  

  

What You’re Proposing (1980)
  

What You're Proposing,
co-scritto da Rossi e Bernie Frost, entrò nella top 3 del Regno Unito, in Svizzera, Irlanda e Germania.
 

Forse non sorprende che Rossi spieghi che il testo parla di una donna che si offrì a lui, ma questa donna era la moglie di qualcun altro. Rossi rifiuta l’offerta ma poi riflette: "Vorrei esserci andato, ora che ci penso".
 

Si dice che il raro suono della chitarra sia nato grazie a Steve Acworth, un chitarrista, che la band chiamava "The Cosmic Cowboy". Acworth progettò per Rossi un modello in cristallo piezoelettrico, con pickup in cristallo, che all'epoca era unico nel suo genere. "Volevo una chitarra che suonasse come una telecaster prima ancora di usare il pickup", spiega Rossi.
 

Quando suonò la chitarra fatta su misura, la canzone arrivò rapidamente. "Mi entusiasma molto la canzone", dice Rossi. "La adoro, e fu un grandissimo successo in questo Paese, è andata benissimo, il che mi fa venire l'acquolina in bocca".
  

   

In the Army Now (1982)
  

In the Army Now
fu scritta dal duo olandese Bolland and Bolland, nato in Sudafrica, e pubblicata nel 1982. Gli Status Quo portarono la canzone al numero 2 nella classifica del Regno Unito, e in diversi altri paesi, quando pubblicarono la loro versione nel 1986.
 

La canzone fu scritta nel contesto della guerra del Vietnam - o come la chiamano i vietnamiti, la guerra americana - e si fa beffe del modo in cui i soldati sono attirati a entrare nell'esercito da false promesse e "una vacanza in terra straniera".

La canzone fu una scelta enormemente ispirata dagli Status Quo per il suo enorme successo e soprattutto perché suona molto diverso da quello che la maggior parte della gente pensa quando pensa alla band. E questo è geniale. Trasformare ciò che sembra così semplice in oro puro. E i ragazzi ce l'hanno fatta...
 

Ancora, e ancora, e ancora, e ancora, e ancora
...
   

In memoria di Rick Parfitt (1948-2016)